01.01.22

1 gennaio 2022, è la giornata mondiale della pace.

La pace è un aspetto importante della conservazione della vita ed è caratterizzata dalla non violenza e dalla libertà dalla paura di qualsiasi tipo. Per mantenere la pace, oltre alle classiche strategie militari dei paesi mondiali, si deve avere la consapevolezza pubblica sull’importanza della pace e sull’uso del simbolo della pace proprio per promuovere la pace.

Alcuni simboli sono stati usati in varie culture e contesti, come ad esempio la colomba e il ramo di ulivo, il segno di mano V, il papavero bianco; vorrei tuttavia soffermarmi sulla nascita del “Segno di Pace”.

Nel 1958, Gerald Holtom, artista e designer britannico, disegna l'emblema della non violenza.

In origine il simbolo era stato ideato in occasione della prima marcia di Aldermaston - Berkshire, Inghilterra -, manifestazione organizzata per la campagna di disarmo nucleare.

Holtom capì di dover dare al movimento per il disarmo, un unico simbolo sotto cui riconoscersi. Così, l'artista decise di creare un disegno dallo stile semplice e facilmente riproducibile e riconoscibile.

Come dichiarò lui stesso (News BBC), le tre linee sono la sovrapposizione delle lettere N e D – che stanno per Nuclear Disarmament – prese dall' alfabeto semaforico. Il cerchio, invece, simboleggia la Terra. In Galleria troverai la rappresentazione grafica.

Durante il processo di studio, Holtom aveva immaginato anche il simbolo con le linee divergenti in direzione opposta, verso l’alto. Questo perché avrebbe ricordato la posizione di un essere umano in preda alla disperazione con le braccia sollevate. Posizione decisamente cupa e negativa, ad esempio rappresentata nel “El Tres del Mayo” di Goya, anche se bisognava contestualizzarla nel periodo storico corrente dove il mondo vacillava sul confine di una guerra nucleare.

Tuttavia, l’artista decise di abbandonare questa simbologia pessimistica e rovesciò il disegno originale.

«Ero in uno stato di disperazione. Profonda disperazione. Ho disegnato me stesso: la rappresentazione di un individuo disperato, con le palme delle mani allargate all'infuori e verso il basso, alla maniera del contadino di Goya davanti al plotone d'esecuzione. Ho dato al disegno la forma di una linea e ci ho fatto un cerchio intorno»

Ed in effetti, il simbolo, come lo conosciamo oggi, è ben lontano del messaggio di rassegnazione.

Nel giro di pochi anni diventò l’emblema della pace e fu adottato da tutti i movimenti mondiali. Tutto merito del fatto che Holtom si rifiutò di proteggere la propria creazione per mezzo del copyright.

E la reale esplosione dell’utilizzo del simbolo della pace si manifestò negli anni '60, in occasione dei movimenti contro la guerra del Vietnam e che attraversarono tutti gli Stati Uniti. La semplicità con cui il cerchio e le tre linee potevano essere disegnate, permisero al logo creato da Holtom di coprire i volti, i muri e le automobili di un'intera generazione.

Fu affiancato anche dallo slogan “Make love not war”, nato come un movimento d’opinione che poi si trasformò come stile di vita non convenzionale e portatore di valori universali e trasversali.

Chiunque voglia testimoniare idee di pace e libertà, avrà sempre quell’emblema cui fare riferimento.

 

PEACE AND LOVE!

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